L'otto. LOTTO.
ANSA 27/05/2008: RAID A 'LA SAPIENZA': QUATTRO FERITI, SEI ARRESTI
ROMA - Un gruppo di studenti antifascisti dell'Università 'La Sapienza' di Roma ha denunciato un'aggressione con "diversi feriti" da parte di "un gruppo di fascisti armati di mazze, tirapugni, bastoni".
Sono quattri i feriti medicati al Pronto Soccorso del Policlinico Umbero I: hanno riportato ferite e lesioni "non gravi" valutati dai medici del nosocomio romano come codici gialli. Uno ha una spalla rotta, due presentano ferite alla testa ed una ha una contusione ad un braccio. Due persone appartengono ai collettivi studenteschi di sinistra e due ad un gruppo di estrema destra. I quattro sono stati portati in questura.
L'aggressione risulta legata alla vicenda dell'assemblea programmata a Lettere sulle foibe, a cui era previsto l'intervento di Roberto Fiore, il leader di Forza Nuova a cui il rettore ha negato l'autorizzazione, dopo la mobilitazione degli studenti antifascisti.
IL RACCONTO. "Ero a circa 40 metri di distanza dal luogo degli scontri, a un certo punto ho visto un ragazzo sulla trentina che ha spaccato una trave di legno sulla testa di un ragazzo: una scena terribile, un tonfo sordo, un gesto di una violenza assoluta". E’ questo il racconto di un ragazzo di 25 anni, iscritto alla Facoltà di “Lettere e filosofia” nell'università “La Sapienza di Roma”, testimone degli scontri in Via de Lollis. Il giovane ricorda che il più attivo negli scontri era "un uomo robusto, alto circa un metro e novanta, che subito dopo aver colpito uno dei ragazzi del collettivo è fuggito a piedi". Anche il testimone oculare conferma che questa mattina in via de Lollis, gli aggressori erano muniti di mazze di legno e catene. "Nessuna rissa solo un'aggressione premeditata e a freddo, da parte di militanti e attivisti di Forza Nuova" dicono gli studenti del coordinamento dei collettivi studenteschi della Sapienza di Roma. "Sono scesi all'improvviso da due auto – racconta Francesco, uno studente - erano a volto scoperto, tutti ultraquarantenni, armati di spranghe e coltelli. Hanno aggredito una decina di studenti che attaccavano manifesti in cui si annunciava un'assemblea pubblica contro i nuovi fascismi".
Il FATTO. L'aggressione risulta legata all’assemblea, programmata a Lettere sulle foibe, a cui avrebbe dovuto partecipare il leader di “Forza Nuova” Roberto Fiore, a cui il rettore ha negato l'autorizzazione, dopo la mobilitazione degli studenti antifascisti. Roberto Fiore, segretario nazionale di Forza Nuova, rovescia le accuse: «Sono stati i militanti di Forza Nuova a essere aggrediti dai giovani dei collettivi dell’Università La Sapienza, e non il contrario. Abbiamo due feriti, due fermati e un'auto distrutta». «Dei due fermati - spiega Fiore - so che uno è Martin Avaro, responsabile della sezione Vescovio di Forza Nuova”. Sulla vicenda interviene anche la parlamentare del Pd Giovanna Melandri: "Dopo l'attacco agli omosessuali e quello ai commercianti bengalesi degli scorsi giorni, oggi arriva l'ennesimo episodio di violenza: stavolta a danno di studenti universitari – dice - È evidente che non si tratta di una rissa improvvisata, ma di un'aggressione premeditata, messa in atto da squadre neofasciste che si sentono di nuovo forti. Chiediamo una condanna unanime ed un disconoscimento senza eccezioni. Chi governa ricordi che garantire il diritto alla sicurezza vuol dire, innanzitutto, garantire l'incolumità di ogni persona indistintamente dalla sua etnia, dai suoi orientamenti o dalle sue convinzioni politiche".
-Attendo un discorso di Alemanno dove dirà che "l'accaduto non ha una matrice politica" e nel mentre ripenso alle parole di Walter, quando - ai suoi tempi - diceva "Roma è una città tranquilla". Avrà mica avuto ragione, eh? Ché alla luce odierna, col caldo africano, ci rimpiangiamo quei tempi mentre aspettiamo "il peggio".
Nel '68 ero troppo piccola per poter avere dei ricordi personali ma del '78 ricordo tutto: le squadracce che ci aggredivano al liceo, le spedizioni punitive nelle sezioni di partito che quasi quotidianamente avvenivano, le manifestazioni spontanee e non, le cariche dei celerini, le molotov e i lacrimogeni a profusione, il clima di terrore che imperava nei - sui - cittadini romani minacciati e insicuri in ogni loro azione-spostamento; polizia ovunque, controllo dei documenti ai pedoni ad ogni angolo, blocchi stradali della polizia...
Non-ce-la-posso-fare.